Ci sono giorni in cui si vede proprio bene come questa sia una vita di merda. Ci sono giorni in cui tutto dà fastidio, il sorriso ebete sulla faccia degli altri, la presenza di persone che parlano a sproposito, i commenti di altri che pretendono di essere Dio asceso dal cielo per giudicare, senza avere nessun strumento per farlo. Locataire si è veramente rotta le palle di dover dimostrare sempre di avere un cervello. Locataire si è rotta le palle di essere compatita "mi ricorda mia moglie". Locataire si è rotta le palle di sbattersi e vedere che la gente usa il suo lavoro per pararsi il culo, di essere trattata come una bambina, di vedere che modificano i suoi pezzi scrivendo minchiate. Locataire è stanca di parlare con incompetenti che hanno la verità in tasca e la tirano fuori come un asso nella manica. Locataire si è rotta le palle delle persone che non sanno stare al loro posto. Locataire si è rotta le palle delle persone che le fanno da fotocopia: dicono quello che dice Locataire, si comportano come Locataire, pretendono di vivere e hanno la presunzione di affermare di provare quello che prova Locataire. Locataire ama le ripetizioni e scriverebbe Locatarie mille volte, e altre mille e all'infinito come quando a scuola, annoiata da una lezione, passava il tempo a firmare tutto il firmabile, anche la gomma delle scarpe puma bucate che sua madre voleva buttarle via (e che invece sono riposte ancora nell'armadio). Non è servito nemmeno il mega cono al cioccolato fondente per tirar su il morale a Locataire. Locataire spera solo che suo padre torni in fretta per parlare con lui, litigare un po' e prendere definitivamente una decisione, spendo che in ogni caso avrà il suo appoggio. Ma la cosa che dà più fastidio a Locataire è il non essere ancora riuscita a sbattersene altamente, ad alzarsi, andare di là e urlare in faccia a qualcuno "Vaffanculo. Mi hai rotto. Me ne vado. Il mondo non è qui. Non muoio di fame". Non ancora riuscita perché teme di gettare via un sogno che rincorre da troppo tempo.
Locataire è svogliata, non ha voglia di far nulla. Vorrebbe solo stare sdraiata a letto a fissare il vuoto e a cercare di non pensare. Locataire è distratta, confonde le parole e quando cucina si scotta sempre. Anche ieri sera. E non sa cosa fare. Vorrebbe solo andare in aeroporto e partire per un posto caldo, da sola, senza sapere quando tornare e senza dire niente a nessuno.
La sua agenda è fitta di cose da fare e il suo papino si rifiuta di farle da navigatore. Ha perso la conferenza con Stella e non vede alcuni amici dal lontano 25 dicembre. Passa ore e ore in treno, a leggere libri per le interviste, a volte noiosi a volte interessanti. Non sa se siano meglio i fine settimana o le settimane. E il materiale per la tesi è lì a marcire. Deve trovare il tempo per andare in redazione e finire le ricerche.
Uniamica si è tramutata in Arbre Magique. Ha portato da casa sua un profumo e probabilmente la mattina ci cade dentro. E lei che credevo fosse l'adolescente.