A volte è un po' sordita ma è estremamente precisa e puntuale, anche quando fa cavolate. E questa volta, Locataire non ha fatto cavolate. Per due settimane, due, non ha chiuso occhio in treno ma ha letto una storia di streghe, sesso, montagna, morti, guerra, inverni e boscaioli. Tutto per l'intervista di stasera. Quando ha chiamato, alle 20, Locataire ha trovato, all'altro capo del telefono, un signore furibondo. "Quando si dice le dieci sono le dieci, è tutto il giorno che aspetto, qui come un innamoratino per sentire la sua bella voce". Locataire è rimasta interdetta. "Mi scusi ma deve aver frainteso l'orario. Alle 10 lavoro in una redazione e non posso fare interviste agli autori, le fisso sempre alle 20 o in via eccezionale di giorno in base alla disponibilità che mi danno". "Io ho un po' di primavere, ora me ne vado quindi vorrei mandarla affanc...ma l'intervista gliela concedo lo stesso perché magari mi sono sbagliato io". "Sono mortificata e non vorrei sembrare insistente ma sono sicura che le ho detto alle 20, se vuole possiamo fare domani - e via di spelling - alle 20, alla stessa ora di oggi".
Locataire, che ha già molti pensieri, è già nervosa e agitata, dorme stringendo i pugni e infilandosi le unghie nel palmo della mano, è ipertesa per la tesi, ora ha una nuova cosa a cui pensare: il terrore all'idea di richiamarlo, domani sera.